L’Intervista / L’altro Simone

di Hellen Lusardi

Simone Coccia Colaiuta

Intervista a Simone Coccia Colaiuta, non solo volto noto della televisione italiana ma restauratore ed esperto di reperti della grande guerra

Ci sono mestieri davvero singolari di cui si parla molto poco, se non quando si tratta di tagli e mancati progetti di conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Uno di questi è il restautatore di reperti della grande guerra.

Mi sono sempre chiesta, essendo un’ accanita lettrice ed appassionata di storia, cosa avrei fatto se mi fossi trovata dinanzi ad un oggetto risalente a quel momento storico.

Ho deciso di rivolgermi ad un addetto ai lavori per spiegarci in cosa consista il restauro, almeno per un attimo, la magia di avere un tesoro fra le mani. Abbiamo intervistato Simone Coccia Colaiuta, noto al pubblico italiano per essere stato corteggiatore di Uomini e Donne, inquilino del Grande Fratello Vip e per essere il fidanzato dell’Onorevole Stefania Pezzopane.

Quando ha capito che la sua più grande passione sarebbe stato il restauratore di reperti della grande guerra ?

1) Sono un grande appassionato e autodidatta della Prima Guerra Mondiale e L’Impresa di Fiume” che studio da oltre venti anni, sono ricercatore di cimeli e divulgatore di storia. Il restauro dei reperti è una conseguenza di questa mia incessante passione.

Simone, dal suo laboratorio – museo

Da quanto tempo hai questa passione ?

2) Tutto nasce quando avevo circa 10 anni giocando con i soldatini di plastica simulando una serie di battaglie della Grande Guerra. Da lì cominciai anche a leggere dei libri che mi hanno letteralmente conquistato. Una passione che tutt’ora porto orgogliosamente avanti da ben 26 anni. Ad oggi la condivido con un gruppo di carissimi amici veneti altrettanto esperti in materia, Alessandro Panzone, Tito Busato, e Giorgio Pagan. Grandissimi amici con i quali spesso ci si incontra nelle zone di Treviso e provincia dove vengono organizzati convegni, rievocazioni storiche, escursioni nelle zone del fronte italiano e sloveno, andando a ripercorrere alcuni tracciati nei quali hanno vissuto e combattuto i nostri eroi. Siamo anche ricercatori e collezionisti di cimeli. Siamo attivi e presenti su Facebook attraverso una pagina a tema “La Grande Guerra 1915 – 1918”

Simone durante una fase di restauro

Quali sono le difficoltà che un restauratore incontra oggigiorno?

3) Le difficoltà sono sempre presenti ovunque. In questo caso per me che faccio il restauratore di reperti per passione, le difficoltà che maggiormente si incontrano, sono quelle in cui ti ritrovi ad eseguire un delicatissimo restauro di un reperto molto importante nello stesso tempo delicato, ad esempio un elmetto oppure una baionetta fortemente danneggiati dalla ruggine specie se sono stati per un secolo abbondante sottoterra. Bisogna avere molta pazienza, e chi come me, lo fa con passione “senza scopo di lucro” la pazienza è illimitata, ma soprattutto l’occhio e le mani buone, oltre a servirsi di prodotti ed attrezzature idonee al tipo di restauro che si va ad eseguire.

C’è un progetto di restauro al quale è più affezionato?

4) Sono due i progetti di restauro ai quali sono particolarmente affezionato. Si tratta di un’intervento molto delicato su una baionetta italiana del “Carcano 91” ed un elmetto sempre italiano “Adrian mod.16”

Quali sono le fasi da dover seguire per un buon intervento di restauro?

5) Ci sono diverse fasi per eseguire e portare a termine un eccellete restauro. Prima fase rimozione della ruggine “da premettere che lo scarto di ruggine è decisamente importante per il restauro finale” seconda fase, rifinitura dei contorni ad esempio di un “buco” non da proiettile che va lasciato per un fattore storico, ma un semplice buco causato dalla ruggine. Una volta terminata la rifinitura ad entrambi i lati del foro con un attrezzo specifico ad esempio uno “spazzolino con setole di nylon e non metalliche perché graffiano”, si applica un pezzo di scotch sopra ad uno dei due fori che funge da base, alla parte opposta si esegue il restauro utilizzando l’Attak facendo scendere qualche goccia, chiaramente in base alla larghezza del foro si calcola la quantità sia dell’Attak, sia della polvere di ruggine da applicare immediatamente sopra. Avvenuta l’essiccazione dopo 3/4 minuti, si utilizzano una serie di punte partendo con un rotante vetrato per riportare alla stessa superficie la parte restaurata, una seconda punta in setole di nylon per ripulire i residui, e una volta assicurato che la riparazione è avvenuta con successo, fase finale si applica un prodotto anti ruggine anti corrosione e anti ossidante. Il reperto si può considerare restaurato.

Cosa ha provato quando si è trovato di fronte ad un oggetto particolarmente raro ed esclusivo?

6) Quando mi sono ritrovato un oggetto tra le mani, come ad esempio un elmetto italiano “Adrian” oppure una baionetta del Carcano 91, li, mi si è gelato il sangue in quanto ad oggi, sono due oggetti che maggiormente rappresentano l’eroismo, le fatiche, le sofferenze dei nostri eroi all’interno delle famose trincee dove hanno vissuto, combattuto, e caduti, per oltre 4 anni di guerra. Un’emozione è un senso di responsabilità averli con me, nel mio studio/laboratorio/museo.

Quali attività si svolgono nel suo laboratorio?

7) Nel mio laboratorio si pratica solo l’attività di restauro dei reperti della Prima Guerra Mondiale che alcuni acquisto, alcuni mi vengono donati, di altri invece vado in cerca costantemente. Accanto ho anche uno studio dove eseguo ricerche e studi sempre da oltre vent’anni sulla Grande Guerra 1915-1918 e su Gabriele D’Annunzio “l’impresa di Fiume 1919-1920”

Cosa consiglierebbe ad un giovane che volesse intraprendere questa passione?

8) Quello che consiglierei qualora ci fosse qualcuno interessato ad intraprendere questo percorso, innanzitutto di farlo con passione, perché è proprio la passione che ti permette di raggiungere risultati eccellenti, sia nella fase di studio, sia in quella di restaurazione, poi la praticità nel restaurare recando danni zero ai reperti con le giuste attrezzature. 

Qual’e’ la sua idea circa la grande guerra, che idea si è fatto? Intendo come fatto storico, Qual è stata seconde lei l’innovazione in campo militare più efficace della prima guerra mondiale?

9) Chiaramente la Guerra è sempre una situazione in cui nessuno mai ci si vorrebbe trovare conoscendo quali sono le conseguenze non solo per l’esercito na anche per la popolazione civile, l’economia, la medicina e soprattutto il destino di chi si trova sul fronte corpo a corpo contro il nemico. Chiaro che la Grande Guerra per l’Italia era diventata una situazione dalla quale non si poteva uscirne ed era necessario intervenire per difendere non solo i nostri confini dal nemico Austro-Ungarico/Tedesco ma perché fu l’occasione per riprenderci Trento e Trieste essendo state due città sotto l’impero asburgico. Dopo quasi un anno di neutralità da parte dell’Italia, si è dovuta necessariamente schierare con l’intesa “Francia Inghilterra Italia” per combattere una guerra difensiva. A distanza di oltre un secolo credo che io nostro dovere è quello di divulgare, raccontare ma soprattutto di non dimenticare chi cento anni fa ha sacrificato la vita per noi. Un dovere morale e culturale di tutti. Di innovazioni militari nella Grande Guerra, possiamo elencarne diverse: mitragliatrici leggere, maschere antigas, carri armati ed aviazione. Ricordiamoci i primi famosi attacchi con i gas da parte degli Austriaci nel 1916 sul Carso. Il famoso volo su Vienna fortemente voluto e compiuto da Gabriele D’Annunzio con il suo biposto assieme ad altri 8 velivoli di cui uno fuori fase dopo 20 minuti circa dal decollo, tornato alla base, e solo sette portarono a termine la missione, un volo di ben 1000 km. 

In ultimo. Simone, come riesce a far stare insieme il suo lavoro televisivo, la sua immagine di personaggio pubblico con questa importante passione?

10) Facilissimo dividermi tra lavoro e passione. Credo che ognuno di noi ha una passione indipendentemente da qualsiasi tipo di attività lavorativa si svolga. Certo, capisco e non concepisco che essendo un personaggio televisivo che può sembrare al quanto strano, ma è ancor più strano che ad oggi la gente consideri un personaggio televisivo distaccato dal mondo e privo di cultura e sentimenti. In molti casi, me compreso, posso confermare che non è così. Anzi, sfrutto la mia popolarità per dar maggior l risonanza alla nostra storia, che ahimè ad oggi è quasi dimenticata, e non deve accadere assolutamente.

Cari lettori di Aiko Magazine vi saluto e vi mando un forte abbraccio. Ci vediamo alle prossime interviste ! Vi auguro una buona lettura di questo splendido Magazine.

Simone Coccia Colaiuta