#iosonoMilano, un dossier fotografico ai tempi del coronavirus

di Redazione Aiko Magazine

Da piazza del Duomo ai Navigli, siamo andati in giro a fotografare Milano ai tempi del coronavirus. E abbiamo riscoperto la sua eleganza discreta. Un dossier fotografico straordinario
















Non c’è niente che dia il senso di quello che sta succedendo come la Scala che sbarra i battenti, questo teatro di Milano e del mondo, il Teatro della nostra Storia, che in 250 anni aveva chiuso in occasione della morte degli Imperatori asburgici e in vista dello scoppio della prima guerra d’indipendenza, e che persino nel secondo terribile conflitto mondiale s’era fermato solo per i lavori di restauro dopo i fragori e gli sconquassi dei bombardamenti. Sembrava che niente potesse scalfirlo. Alla Scala ci passa la Storia, e oggi fa male vederla così. Ma anche il Duomo ha chiuso i portoni, e forse c’era la luna da qualche parte, questa divinità nanificata, che versava la sua luce imprestata attraverso un vento invisibile. Non è una tragedia che si abbatte su Milano, e speriamo che non lo sia. E’ la paura, che è più forte di una guerra. Il coronavirus è una sottile condizione dell’esistenza, capace di trasformare anche i rumori delle macchine e della gente che sono stati da sempre la corrente sotterranea della nostra vita in questa capitale così affollata, rinserrata nell’ansa che si allarga dal Duomo. L’immagine di San Siro completamente vuoto in una qualsiasi delle domeniche che da sempre dedichiamo al calcio, è il corollario di questa sensazione strana che proviamo attraversando le vie fra gli edifici solidi e grigi come monumenti, i supermercati presi d’assalto e i locali con le luci spente in una città che nella sua periferia sembra quasi ritrarsi da se stessa.

#iosonoMilano, ma anche Wuhan, Parigi, Piacenza, Roma, Madrid, Teheran, Treviso, il mondo intero. Quello di questo numero di Aiko Magazine è un appello corale all’unità, alla razionalità e al senso del dovere per affrontare la sfida globale a questo a virus.

Questo portfolio fotografico è stato realizzato da «Aiko Magazine».