Sgarbi rivela retroscena lite con Mughini, c’entra Tiki Taka

Era da un po’ che non si vedeva in tv una lite così furiosa come quella che si è scatenata negli studi televisivi di Rete 4 tra Vittorio Sgarbi e Giampiero Mughini, opinionisti fumantini che si sono resi protagonisti di un fuori-programma in diretta nel corso della trasmissione «Stasera Italia». il video ha iniziato immediatamente a girare sui social – anche l’account Twitter del programma aveva postato uno spezzone degli insulti, parlando di «toni accesi»: dopo aver realizzato che non era una grande idea, il filmato è stato rimosso – generando infiniti meme e gif. La reazione di Mughini ha scatenato l’ironia degli anti-juventini: lo scrittore, noto tifoso bianconero, aveva spiegato la sua versione dei fatti a Dagospia.

LA VERSIONE DI MUGHINI – Pur non nominando mai Sgarbi, sempre chiamato «un ospite della trasmissione», Mughini ha spiegato la sua indignazione per aver sentito definire l’ operato della magistratura “un crimine”: «L’ ospite insiste a voce alta. Ribatto che non mi rompa i c… A quel punto comincia a schiamazzare che sono “una testa di c… Dico che lo prenderò a calci in c… Lui insiste. Mi avvio a prenderlo a calci… Lui si è armato dello sgabello su cui era seduto e me lo agita in faccia. Ci separano. Io vado via dalla trasmissione. In tutta tranquillità. Tutto qui. Fermo restando il mio disprezzo intellettuale per i protagonisti dell’ orrenda vicenda». 

LA VERSIONE DI SGARBI – Sgarbi invece ha affidato la sua replica al Corriere della Sera svelando un retroscena: “Al trucco ho visto Mughini, che non sopporto, e ho scoperto che un mio contributo che avevo registrato per «Tiki Taka» era stato trasmesso dal suo programma. Ecco, non solo lo ha carpito senza chiedermelo, ma mi ha detto anche: «È un video in cui dici le tue consuete scemenze. Alla fine lui non ha retto le parolacce. Ha tirato fuori l’ orgoglio da gentiluomo ferito e dalle parole è passato al “ti vengo a menare”. Allora io ho preso una sedia e gliel’ho messa davanti. Le parolacce sono una degenerazione a cui sono collaudato. Le botte non le capisco. Ti do un pugno e cosa risolvo? Non lo dico per paura, poi di Mughini. Mi devo picchiare per Salvini o Savoini? Cosa me ne frega. Temevo mi rovinasse la cipria».